Apollo Dioniso

Apollo e Dioniso

Il Duello della Creazione

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Il concerto

Data e ora Sabato 6 Giugno 2026, ore 11.00
Luogo Chiesa del Suffragio Piazza Aurelio Saffi, Forlì
Ingresso Libero e gratuito
In occasione di Barocco. Il Gran Teatro delle Idee Mostra ai Musei San Domenico, Forlì · Fino al 28 giugno 2026

Il programma si sviluppa come un arco drammatico: si apre con l'architettura asciutta e severa della sonata di Veracini — pura razionalità apollinea — e culmina nel lamento di Orfeo di Pergolesi, dove la perdita di Euridice diventa il simbolo della caduta dell'ordine davanti al caos delle passioni.

La cantata di Scarlatti, Notte ch'in carro d'ombre, porta nel programma l'oscurità notturna: la notte come spazio dionisiaco per eccellenza, territorio del sogno, della paura e dell'eros.

La Pasticcio Sonata di Cirri — compositore forlivese, figura di spicco nella Londra del Settecento — rappresenta il tributo dell'ensemble al territorio ospitante.


Due forze cosmiche, una sola musica

Nell'antica Grecia, Apollo e Dioniso non erano soltanto divinità: erano princìpi cosmologici opposti e complementari. Apollo, dio della luce, della misura e dell'armonia, incarna la razionalità formale dell'arte — la bellezza come ordine eterno. Dioniso, dio dell'ebbrezza e dell'estasi, porta con sé il principio vitale caotico, la vertigine creativa che sfida ogni norma.

Friedrich Nietzsche, ne La nascita della tragedia, vide in questa tensione polare l'origine stessa dell'arte. Nel teatro greco — come nell'opera barocca, come nella cantata da camera — le due forze si fondono: la struttura rigorosa della composizione (Apollo) e il trasporto emotivo della performance (Dioniso) danno vita a qualcosa che trascende entrambe.

Questo concerto è un viaggio attraverso quella tensione: musica che obbedisce a leggi formali severissime, e al tempo stesso trabocca di passione indomabile.

Apollo
Ordine · Misura · Luce · Forma
Il principio apollineo si manifesta nella perfezione architettonica della sonata barocca: il rigore contrappuntistico di Veracini, la precisione formale del basso continuo, la logica inesorabile dei modelli armonici. Bellezza come geometria perfetta.
Dioniso
Estasi · Passione · Notte · Trasporto
Il principio dionisiaco irrompre nella cantata da camera: il lamento di Orfeo, la notte carica di presagi di Scarlatti, il dramma affettivo del Settecento. La voce — strumento più intimo e fisico — è il veicolo dell'estasi dionisiaca.

Musiche in programma

Un percorso attraverso la stagione barocca e primo-classica: dalla sonata strumentale alla cantata per voce solista, quattro capolavori che incarnano — ciascuno a modo suo — il duello eterno tra forma e passione.

I
Francesco Maria Veracini 1690–1768
Sonata VIII in mi minore
per violino e basso continuo · Opus 2 (1744)
i.Andante
ii.Allegro
iii.Siciliana
iv.Allegro assai
II
Alessandro Scarlatti 1660–1725
Notte ch'in carro d'ombre
Cantata per mezzosoprano e basso continuo
1.SinfoniaGrave – Allegro
2.RecitativoNotte ch'in carro d'ombre
3.AriaVieni o notte e in questo petto
4.RecitativoE tu ch'ognor ti vanti
5.AriaVeloce e labile fugge e dileguasi
6.RecitativoMa parmi ch'esaudite
7.AriaCon l'idea d'un bel gioire
8.RecitativoMa voi non vi chiudete
9.AriaSì, che priva di contento
Recitativo — n. 2
Notte ch'in carro d'ombre
Notte, ch'in carro d'ombre per l'aereo sentier raggiri il corso, veloce oltre l'usato, con la sferza di stelle ai tuoi bruni destrier flagelli il dorso. E, rallentato il morso, mentre rapida scorri entro l'eterea mole guidami, o cara Notte in grembo al sole.
Aria — n. 3
Vieni o notte e in questo petto
Vieni, o Notte e in questo petto faccian tregua i rei martiri. E sian guida al caro oggetto l'aure sol de' miei sospiri.
Recitativo — n. 4
E tu ch'ognor ti vanti
E tu, ch'ognor ti vanti fuggir senza ritorno e de' proprî tuoi parti esser tiranno ingratissimo Tempo, perché non togli un anno di pene a me per far più breve un giorno? Perché non copri i rai col tuo bel manto al dì, Notte, che fai? Vuol forse il Dio dell'ore per dar piena vittoria al mio dolore fermar il Plaustro e rinnovar portenti. Deh, non tardate più, pigri momenti!
Aria — n. 5
Veloce e labile fugge e dileguasi
Veloce e labile fugge e dileguasi il giorno e 'l sol. Per esser fiere contro il mio core si ferman l'ore posan le sfere sol per mio duol.
Recitativo — n. 6
Ma parmi ch'esaudite
Ma parmi che esaudite renda le mie preghiere, e con oscuro vel Notte pietosa Invita ogni mortale a prender posa. Dormi, dormi Amarilli, sol vegli questo core ove scolpì di Tirsi la bella imago Amore. E sogni l'alma amante quel piacer, quei diletti che godere non può fuor del riposo. Quindi tacciano intanto i miei sospiri e 'l mormorio del pianto.
Aria — n. 7
Con l'idea d'un bel gioire
Con l'idea d'un bel gioire dolce sonno vieni a me e con l'ombra sì gradita del mio sol, della mia vita dona tregua al mio martire lusingando la mia fé.
Recitativo — n. 8
Ma voi non vi chiudete
Ma voi non vi chiudete, mie dolenti pupille? Ohimè, che fia? Ah, ben l'intendo, sì! L'anima mia solo avvezza ai martiri, non conosce riposo. Sì, sì, veglia Amarilli. E i tuoi sospiri, se tregua aver non ponno, avrà riposo il tuo dolore interno quando le luci chiuderai in eterno.
Aria — n. 9
Sì, che priva di contento
Sì, che priva di contento goderò del mio morir. Se goder non posso in vita la cagion del mio tormento, sol la morte m'è gradita come fine al mio martir.
III
Giovanni Battista Cirri 1724–1808
Pasticcio Sonata
per violoncello, violino e basso continuo
i.Adagio
ii.Allegro
iii.Minuetto
IV
Giovanni Battista Pergolesi 1710–1736
Orfeo
Cantata per mezzosoprano e basso continuo
1.Recitativo-ariosoAllegro · Nel chiuso centro
2.AriaAmoroso · Euridice e dove sei?
3.RecitativoSì, che pietà non v'è
4.AriaPresto · O d'Euridice
Recitativo-arioso — n. 1 · Allegro
Nel chiuso centro ove ogni luce assonna All'or che pianse in compagnia d'amore Della smarrita donna Seguendo l'orme per ignota via Giunse di Tracia il Vate. Al suo dolore Qui sciolse il freno a rintracciar pietate, E qui nel muto orrore In dolci accenti all'alme sventurate, Sulla cetra narrando i suoi tormenti, Temprò la pena e debellò lo sdegno Del barbaro Signor del cieco regno.
Aria — n. 2 · Amoroso
Euridice e dove sei?
Euridice e dove sei? Chi m'ascolta, chi m'addita, Dov'è il sol degl'occhi miei? Chi farà che torni in vita? Chi al mio cor la renderà? Preda fu d'ingiusta morte Io dirò se tra voi resta L'adorata mia consorte, Che pietà più non si desta, Che giustizia più non v'ha.
Recitativo — n. 3
Sì, che pietà non v'è, se a me non lice Piegar del fato il braccio, onde risani La cruda piaga d'Euridice in seno: Non v'è pietà nò non s'intende amore, Se invan sospiro, invan mi crucio e piango, Ma che dissi che finsi? Un tanto affetto Chi non provò? Chi non intese ancora Di natura e d'amor le voci, i moti? Angue tra spine sia, tra ircane selve Feroce tigre, o tra numi d'arene Sieno indomite belve? Ditelo voi cui trasse amor tra l'ombre Pallida amica turba, Evandro, e Fedra, E tu prole d'Acasto, e voi compagne Si può tra rai del sole tornar così? Chi può senza il suo bene Trarre i giorni odiosi, e disperando Vivere per amore, amar penando?
Aria — n. 4 · Presto
O d'Euridice
O d'Euridice N'andrò fastoso O d'Acheronte Sul nero fonte Disciolto in lagrime Spirto infelice Sì io resterò. Non ha terrore Per me la morte Presso al mio amore Ogn'aspra sorte Ogni sventura Soffrir si può.
«La musica barocca non descrive le passioni: le contiene, le trattiene, le costringe entro forme perfette — finché, inevitabilmente, esplodono.»

Protagonisti

Gli esecutori

Emma Alessi Innocenti
Voce solista
Emma Alessi Innocenti Mezzosoprano

Emma Alessi Innocenti si laurea in Canto con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio Cherubini di Firenze, sotto la guida del M° Gianni Fabbrini. Frequenta il Corso di perfezionamento in Canto tenuto da Sara Mingardo all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, diplomandosi nel 2025.

Debutta nel ruolo di Seconda Conversa in Suor Angelica di Puccini al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (2019) e interpreta Megacle ne L'Olimpiade di Vivaldi al Teatro Olimpico di Vicenza (2020). Nel 2023 è solista in un concerto diretto da Federico Maria Sardelli al Maggio Musicale Fiorentino e interpreta Galatea in Aci, Galatea e Polifemo di Händel al Festival Barocco Europeo.

Vincitrice del Primo Premio al 78° Concorso di Canto del Teatro Sperimentale A. Belli di Spoleto (2024), partecipa alle Stagioni 2024–2025 interpretando Paola in Procedura penale (L. Chailly), Eurilla in Eurilla e Beltramme (D. Sarro), Lei2 nella prima mondiale di Nanof, l'altro (A. Agostini), Splendore ne Il tè delle tre (G. Negri) e Cherubino ne Le Nozze di Figaro di Mozart.

Emma Alessi Innocenti
Ensemble
Delirium Amoris Early Music Ensemble · Bologna

Fondato a Bologna nel 2022 da Stefano Gérard, Delirium Amoris è un ensemble su strumenti storici dedicato alla riscoperta e valorizzazione di compositori del periodo barocco e primo-classico ingiustamente trascurati dalla programmazione concertistica contemporanea.

Il nome è tratto dal Concerto Grosso n. 11 di Georg Muffat: un programma artistico dichiarato già nel titolo — la musica come forma di delirio amoroso, passione intellettuale e fisica insieme.

La ricerca musicologica è il cuore dell'attività dell'ensemble, che coniuga poi i risultati ottenuti in spettacoli coinvolgenti e dinamici, dove il pubblico diviene esso stesso parte della performance.

Vogliamo restituire al pubblico una musica viva e coinvolgente, in performance live lontane dalla classica forma del concerto classico.

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